Costa della Spina

L’attraversata segue per gran parte la linea di cresta della Spina, da prima toccando il monte Spina 1967 m, il Col Rosson 2305 m, il Col della Crodata 2310 m ed infine la sella del Quaternà 2379 m con la salita al Col Quaternà 2503 m, le cui rocce dalle caratteristiche laviche testimoniano che il Quaternà è quanto resta di un vulcano. La Costa della Spina e il Col Quaternà sono stati dei veri capisaldi italiani durante la I Guerra Mondiale e sul terreno sono ancora evidenti tracce di trincee, camminamenti e postazioni. Ora si dà inizio al ritorno lungo i sentieri CAI n.173 e n.149 per giungere alle casere Rinfreddo e Coltrondo, percorrendo una comoda carrareccia, per poi proseguire in direzione di Passo Monte Croce Comelico, passando in prossimità del lago dei Rospi a 1726 m.

L’ambiente che si attraversa è un alpeggio d’alta quota, disseminato di piccoli laghetti naturali. Il percorso molto aereo ci offre un panorama a 360°, a occidente scorre la catena dolomitica del gruppo del Popèra, dall’effimera Cima Aiarnola, alle più note Croda da Campo, Croda da Tacco, Cima Padola, Punta Anna, Cima Ambata, Cima Bagni, Campanili di Popèra, Cima Popèra e al poderoso Monte Popèra, Cima Undici, terminando con la Croda Rossa di Sesto (versante comelicese). Oltre si possono ammirare il gruppo dei Tre Scarperi e la Croda dei Baranci di San Candido. A oriente, sul versante della Val Digon, corre la Cresta Carnica di confine con l’Austria, con i gruppi rocciosi del Cavallino, della Pitturina, del Palombino e le Crode dei Longerin. A sud il Comelico viene chiuso dai gruppi montuosi delle Terze e dei Brentoni.
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Foto: panorama invernale