Creston Popèra

Dal rifugio Lunelli si risale la strada militare fino a forcella Pian della Biscia (1942 m), attraversando inizialmente una zona boschiva e successivamente prativa, quindi ci si immette sul segnavia CAI n. 124 che attraversa verso ovest una breve mugheta, per poi tagliare diagonalmente su cengia rocciosa la base del Creston Popèra. Risalito un erto canale si perviene all’ex rifugio Olivo Sala (2049 m), già comando militare in Vallon Popèra durante la Grande Guerra.

Nei pressi del manufatto c’è un belvedere osservatorio, sul versante del Vallon Popèra che si apre ad anfiteatro, dal quale si possono ammirare le cime principali del gruppo del Popèra che furono teatro di combattimenti durante il primo conflitto mondiale: il monte Popèra, la Cima Undici, il Passo della Sentinella e la Croda Rossa e via via: forcelle, torrioni e torri presidiate dai militari in guerra.

Ora si risale il Creston Popèra lungo itinerari dei soldati italiani, incontrando trincee, camminamenti, postazioni e gallerie di avvistamento in parte riattate per giungere alla Croda Sora i Colesei, il punto più alto dell’escursione, con una vista sulle esuberanti foreste e pascoli della Val Padola e sulla Val Pusteria. Da qui si scende nell’attigua forcella Popèra per poi discendere all’interno del Vallon Popèra e raggiungerne il centro, dove nevi perenni alimentano il laghetto Popèra a quota 2142 m. Si scende il vallone su segnavia CAI n. 101 fino al rifugio A. Berti e a Selvapiana, ritornando al rifugio Lunelli.
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Foto: ex rif. Sala (Giancarlo Zonta)